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Oro, prezzi si ritirano da massimi storici in attesa dell’inflazione

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I prezzi dell’oro sono scesi martedì negli scambi asiatici, ritirandosi dai massimi storici mentre i trader bloccano i profitti in vista dei dati chiave sull’inflazione negli Stati Uniti, che si prevede influenzeranno il percorso dei tassi di interesse

 

Le crescenti scommesse sul taglio dei tassi di interesse già a giugno, insieme all’aumento della domanda di beni rifugio, hanno visto i prezzi del metallo salire a marzo a nuovi massimi storici, con i prezzi spot che hanno sfiorato i 2.200 dollari l’oncia.

L’Oro spot è sceso dello 0,2% a $2.178,43 l’oncia, mentre i futures dell’Oro con scadenza ad aprile è sceso dello 0,2% a $2.184,65 l’oncia alle 01:24 ET (05:24 GMT). Entrambi gli strumenti erano scambiati a circa 15 dollari al di sotto dei massimi storici toccati la scorsa settimana.

L’attenzione è ora rivolta ai dati chiave del indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, attesi per martedì, per avere ulteriori indicazioni sul potenziale percorso dei tassi di interesse.

Altri metalli preziosi sono scesi martedì dopo aver registrato forti guadagni nelle ultime sedute. Il platino è sceso dello 0,5% a 938,0 dollari l’oncia, mentre l’argento è sceso dello 0,1% a 24,685 dollari l’oncia.

Tra i metalli industriali, i prezzi del rame sono scesi martedì, ma hanno registrato alcuni guadagni nell’ultima settimana grazie alle speranze di ulteriori misure di stimolo da parte della Cina, il principale importatore.

Il prezzo del rame con scadenza a maggio è sceso dello 0,3% a 3,9218 dollari la libbra, dopo essere salito dello 0,8% la scorsa settimana.

 

 

Fonte:www.investing.com