Home Finanza e Mercati Meloni: “Superbonus 110% più grande truffa allo Stato”, i punti della manovra

Meloni: “Superbonus 110% più grande truffa allo Stato”, i punti della manovra

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Victor Emmanuel II Monument located in the ancient center of Rome at sunset, Italy

Una manovra seria che supporti la crescita, ma anche politica con il taglio del cuneo fiscale. E soprattutto, visto che le risorse sono poche, “devono essere usate con la massima attenzione”

 

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta così in conferenza stampa il primo Cdm successivo alla pausa estiva, in cui si è discusso della prossima legge di bilancio.

Intanto Meloni ha colto l’occasione per sottolineare le differenze tra il suo esecutivo e quelli passati. “Nel complesso dei bonus edilizi introdotti dal governo Conte 2, compreso il bonus facciate, i documenti dell’Agenzia dell’Entrate ci dicono esserci più di 12 miliardi di irregolarità. Alla faccia di chi accusa il centrodestra di essere amico di evasori e truffatori. Grazie a norme scritte malissimo si è consentita la più grande truffa ai danni dello Stato”.

Tra i temi presenti in agenda, la premier ha sottolineato le principali riforme in programma: autonomia differenziata, giustizia e premierato.

Tuttavia, la crisi tedesca si ripercuote sull’Unione Europea, rendendo più difficile la modifica del patto di stabilità su cui l’Italia sta lavorando per convincere Bruxelles. Da questa deriverà infatti il margine di manovra del governo che per accontentare tutte le richieste dei vari ministeri dovrebbe trovare circa 40 miliardi.

Per fare cassa, non è escluso che si imbocchi la strada delle privatizzazioni, dato che “potrebbero esserci partecipazioni da cui è necessario disinvestire”, ha precisato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Al contrario, proprio durante il Cdm del 28 agosto è stato approvato il via libera all’accordo Mef-Kkr, un’operazione strategica che costerà all’Italia circa 2,5 miliardi di euro per l’acquisto del 20% delle quote di Netco e rappresenta il ritorno dello Stato nella rete di Telecom Italia (BIT:TLIT) dopo la privatizzazione datata 1997.

Fissata la rotta, il compito del governo adesso sarà quello di trovare le risorse per la legge di bilancio. Per avere maggiori dettagli, si dovrà attendere il 6 settembre, quando è prevista la prossima riunione della maggioranza.

 

Fonte:www.investing.com