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Listini asiatici in calo, timori per l’economia cinese

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I mercati azionari asiatici sono scesi giovedì tra le crescenti preoccupazioni per il rallentamento dell’economia cinese, mentre il crollo del mercato delle criptovalute ha smorzato il sentimento in vista della pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense, che dovrebbero influenzare la politica monetaria

 

I titoli di Hong Kong e della Cina sono quelli che hanno subito il calo maggiore tra i loro omologhi, mentre gli investitori hanno continuato a ritirare i forti guadagni realizzati nell’ultima settimana. Intanto le autorità cinesi hanno negato che il Paese abbia intenzione di allentare le sue rigide politiche anti-COVID.

L’indice cinese delle blue-chip Shanghai Shenzhen CSI 300 è sceso dell’1,3%, estendendo le perdite alla terza seduta consecutiva, mentre l’indice Shanghai Composite ha ceduto lo 0,8%. L’indice Hang Seng di Hong Kong è crollato del 2,2%, registrando anch’esso una terza seduta consecutiva.

L’Hang Seng ha subito il doppio colpo del peggioramento del sentimento cinese e dell’avversione per i titoli tecnologici di peso elevato, che costituiscono la maggior parte dell’indice.

La scorsa settimana i titoli cinesi hanno registrato una forte impennata sulla base di speculazioni infondate secondo le quali il Paese avrebbe intenzione di allentare la sua rigida politica dello zero-COVID, che è alla base dei suoi problemi economici di quest’anno.

La debolezza della Cina si è riversata sulla maggior parte dei mercati regionali, con un sentimento peggiorato anche dal crollo del mercato delle criptovalute. L’indice sudcoreano KOSPI è sceso dello 0,7%, mentre l’indice giapponese Nikkei 225 ha ceduto l’1%.

L’indice indiano blue-chip Nifty 50 è sceso dello 0,6%.

L’indice australiano S&P/ASX 200 è sceso dello 0,5%.

I mercati attendono la pubblicazione dei dati sull’IPC degli Stati Uniti, prevista per la fine della giornata. La lettura dovrebbe mostrare che le pressioni sui prezzi statunitensi hanno mostrato pochi segni di allentamento nel mese di ottobre, dando alla Federal Reserve un ulteriore impulso a continuare ad aumentare i tassi di interesse.

 

 

Fonte:www.investing.com