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Italia, fondi Ue risparmieranno stagflazione in 2022

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E’ quanto sostiene l’agenzia Scope Ratings in un report che verrà pubblicato domani.

 

A causa della pesante dipendenza dal gas e dal greggio russo, l’Italia assieme alla Germania viene considerata il Paese più vulnerabile nella zona euro, pagando quindi il prezzo più elevato a causa del conflitto in Ucraina e dei colli di bottiglia nelle forniture per le restrizioni anti-Covid in Cina.

L’analista di Scope Ratings, Giulia Branz, ha detto a Reuters che le stime di crescita dell’agenzia per l’Italia quest’anno sono di 2-2,5%, ulteriore riduzione rispetto al circa 3% ipotizzato solo alla fine di marzo e al 4-4,5% previsto a inizio anno.

Nel report visto da Reuters, lo scenario base non prevede carenze alle forniture di gas.

Nello stesso scenario inoltre le stime per l’inflazione nel 2022 sono pari a 5,5-6%, con un ‘lower bound’ altamente improbabile di 4-4,5% se i prezzi al consumo dovessero convergere sul target Bce del 2% entro fine anno.

Il livello di inflazione fotografato dallo scenario base si tradurrebbe, sempre secondo le stime dell’agenzia di rating, in maggiori costi di servizio del debito quest’anno per circa 7-10 miliardi di euro, pari allo 0,4%-0,5% del Pil.

Lo scorso anno la spesa per interessi italiana è stata pari a 62,9 miliardi di euro.

“La mancanza di alternative convenienti e disponibili [alle forniture russe] porterà sicuramente a un’inflazione più elevata e a una crescita più bassa nei prossimi anni. Riteniamo che l’impatto sull’Italia delle sanzioni comminate dalla Ue nei confronti della Russia sarà ben più che temporaneo”, si legge nel report.

La stagflazione nel 2022-2023 sarebbe quindi una prospettiva ben più che probabile se non ci fossero i significativi e tempestivi fondi Ue.

All’Italia spettano per il 2022 fondi Ue per circa 40 miliardi di euro, con una prima tranche da circa 24 miliardi già arrivata e riflessa nel miglioramento del saldo del settore pubblico nei primi quattro mesi dell’anno.

 

 

 

Fonte:www.reuters.com