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La minaccia stagflazione resta sullo sfondo

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Henk-Jan Rikkerink, Global Head of Equity Research di Fidelity, vede la volatilità destinata a continuare, sottopesa azionario e credito, soprattutto Europa e Giappone, vede segni positivi da Cina e Emergenti

 

Nonostante una Fed aggressiva contro l’inflazione, il sentiment del mercato è migliorato dopo la riunione del FOMC di metà marzo, con l’azionario globale misurato dall’indice MSCI World che viaggia appena sopra i livelli su cui si trovava prima che iniziasse l’invasione russa dell’Ucraina. Quelle che sono seguite sono state settimane estremamente volatili e non è ancora chiaro quanto i rimbalzi dei prezzi degli asset a rischio cui si è assistito siano stati guidati da ricoperture di posizioni al ribasso o da investitori intervenuti ad acquistare sui minimi.

LA VOLATILITÀ SEGNALA DINAMICHE STAGFLAZIONISTICHE

Henk-Jan Rikkerink, Global Head of Equity Research di Fidelity International, si dice non ancora convinto che le prospettive siano migliorate. Dietro la volatilità di mercato, ritiene infatti che le sfidanti dinamiche stagflazionistiche in atto siano rimaste immutate. L’inflazione era elevata in Occidente anche prima che scoppiasse la Guerra, mentre la crescita era minacciata da consumi in contrazione e da condizioni finanziarie più tese. Entrambi i fattori sono stati esacerbati dalla guerra, e l’estensione di ulteriori danni all’economia potrà essere misurata solo quando, e con quale modalità, arriverà una soluzione, secondo l’esperto di Fidelity International.

 

 

Fonte:www.benzinga.com