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Borse asiatiche in calo, non c’è tregua dall’inflazione

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Listini asiatici in rosso questo martedì, con i bond del debito sovrano che restano sotto pressione. Sul sentimento degli investitori pesa in conflitto in Ucraina ed il rischio di un inasprimento aggressivo della politica monetaria negli USA

 

In Cina lo Shanghai Composite è sceso dell’1,67% alle 3:25 AM CET e lo Shenzhen Component è sceso del 2,36%. I dati rilasciati oggi hanno mostrato che gli investimenti fixed asset sono aumentati del 12,2% su base annua, mentre la produzione industriale è cresciuta del 7,5% su base annua a febbraio. Le vendite al dettaglio sono cresciute del 6,7% su base annua ed il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,5%.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è in calo del 2,42%.

In Giappone l’indice Nikkei 225 è in salita dello 0,18%, in Corea del Sud il KOSPI è in calo dello 0,74%, mentre in Australia, l’ASX 200 è in calo dello 0,61%.

L’aumento dell’inflazione, aggravata dall’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio, continua ad essere una fonte di preoccupazione per gli investitori.

Per mercoledì è attesa la decisione di politica della Federal Reserve, mentre il giorno dopo sarà la volta della decisione della Banca d’Inghilterra. Sempre per giovedì sono attesi gli interventi della Presidente della BCE Christine Lagarde e di altre autorevoli voci della banca come Isabel Schnabel, Ignazio Visco e Philip Lane. Per venerdì è attesa la decisione di politica della Banca del Giappone.

Intanto, gli investitori seguiranno i dialoghi tra Russia e Ucraina nella speranza che possano allentare il conflitto.

Secondo altri investitori la volatilità è destinata a durare.

“Ci vorrà ancora un po’ per domare l’inflazione”, ha dichiarato Bloomberg Kathy Entwistle, direttrice del ramo Private Wealth Management presso Morgan Stanley (NYSE:MS). “A risentirne di più sarà il consumatore medio quest’anno. Lo stesso consumatore medio che lo scorso anno ha tenuto in piedi i mercati”.

 

 

Fonte:www.benzinga.com