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La guerra in Ucraina infiamma la volatilità sulle commodity, attenti a non scottarsi

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Le commodity sono importanti per diversificare, ma a differenza delle azioni non garantiscono il ritorno nel lungo termine. Un universo troppo grande, pieno di occasioni e rischi che richiedono un supporto esperto

 

Prima dell’attacco russo all’Ucraina, all’ingresso nel 2022, il mercato globale delle commodity sembrava promettente per l’investitore in cerca di diversificazione con un orizzonte di lungo termine. L’asset class, di cui oil & gas rappresentano una componente importante ma non certo l’unica, era favorito da una combinazione di fattori e trend: crescita stabile della domanda da parte delle economie emergenti, sforzi globali per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero, lotta al cambiamento climatico, sotto-investimenti a livello globale in tutte le componenti, dal minerario ai materiali. La prospettiva di una crescita costante e duratura, dal 21 febbraio, quando Putin ha dichiarato il riconoscimento del Donbass indipendente, si è trasformata in un’impennata verticale dei prezzi, infiammati dalle sanzioni alla Russia che hanno impattato tutta la catena del valore delle commodity, dalla produzione alla finanza, dai trasporti fino a valle a tutti i settori industriali che ne fanno direttamente o indirettamente uso.

Siamo appena all’inizio di un super-ciclo, come quello partito all’inizio del millennio e poi andato in fumo nel grande falò della crisi di Lehman e dei subprime? Oppure è una fiammata del tutto temporanea, magari destinata a spegnersi in una recessione globale, in cui l’investitore rischia di comprare ai massimi ed essere costretto nel giro di qualche settimana o mese a incassare brucianti perdite? È un rischio ben evidenziato dal grafico qui sotto, che mostra quanto il mercato delle commodity sia diverso da altri, come ad esempio l’azionario, che nel lungo termine premia sempre. Nell’arco di oltre 30 anni, da quando si è iniziato a calcolare l’indice riportato qui sotto, si è tornati quasi al punto di partenza, mentre nello stesso periodo di tempo l’indice S&P 500 di Wall Street ha più che decuplicato il suo valore, anche tenendo conto della recente correzione.

 

 

Fonte:www.financialounge.com