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Crisi in Ucraina, quale futuro per il rublo?

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Credit Suisse, in un’analisi firmata da Florence Hartmann, Emerging Market Bond and FX Strategist, prevede debolezza prolungata per la moneta russa con impatto negativo sull’economia e possibilità di recessione

 

Le ulteriori sanzioni sulla Russia annunciate dall’Occidente hanno fatto crollare il rublo. Oltre all’esclusione di alcune banche russe dal circuito internazionale di comunicazione sui pagamenti Swift, le sanzioni prendono di mira anche la banca centrale della Russia, con gli Stati Uniti che hanno vietato le transazioni con la controparte di Mosca. Il congelamento delle riserve di valuta estera della banca centrale mira alla capacità della banca centrale di difendere il rublo con le sue riserve. La banca centrale moscovita ha diminuito le sue riserve in dollari negli ultimi anni, ma detiene ancora una gran parte delle sue riserve in euro e, in misura minore, in sterline. Le riserve di oro e yuan sono di limitata utilità per difendere il rublo sul mercato del dollaro, per cui sarà sempre più difficile per la banca centrale russa vendere il suo oro in cambio di valuta forte.

CAPACITÀ LIMITATA DI SUPPORTARE IL RUBLO

Lo sottolinea Credit Suisse in un’analisi firmata da Florence Hartmann, Emerging Market Bond and FX Strategist, ricordando che per la prima volta da anni la banca centrale russa è intervenuta sul Forex per sostenere il rublo. Il che, secondo l’esperto di Credit Suisse, potrebbe in qualche spiegare i movimenti piuttosto contenuti del rublo la scorsa settimana, paragonabili in scala a quelli verificati durante la crisi della Crimea del 2014. Ma le sanzioni rendono ora difficile per la banca centrale russa vendere la sua valuta estera contro la valuta locale, il che ne limita la capacità di sostenere il rublo. La banca centrale ha anche aumentato il tasso di interesse base dal 9,50% al 20%, un passo che ha però fatto poco per alleviare la pressione sul rublo, che è sceso temporaneamente a 118 contro il dollaro prima di invertire leggermente.

 

 

Fonte:www.proiezionidiborsa.com