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Ucraina, NN IP: azionario sotto pressione, stretta monetaria più lontana

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L’escalation in Ucraina ha mandato in rosso i mercati, facendo aumentare gli acquisti sui beni rifugio. La guerra in Europa potrebbe spingere la Bce a mantenere un atteggiamento accomodante più a lungo

 

Volatilità in aumento. L’escalation in Ucraina ha mandato in rosso i mercati, facendo aumentare gli acquisti sui beni rifugio come oro, titoli di Stato con rating elevato, franco svizzero e yen giapponese. Anche il prezzo del petrolio è salito alle stelle, con valutazioni ben al di sopra dei 100 dollari al barile e anche il settore delle materie prime ha messo a segno rincari significativi. “Gli asset rischiosi hanno ridotto i volumi di scambio”, spiegano nella loro analisi Marco Willner, Head of Investment Strategy e Marcin Adamczyk, Head of Emerging Market Debt di NN IP.

BORSE IN ROSSO

La settimana sui listini si è aperta all’insegna dei ribassi, con i Paesi occidentali che vogliono introdurre pesanti sanzioni contro la Russia. Si discute sul blocco selettivo dello Swift e sulle limitazioni nei confronti della banca centrale russa che, nel frattempo, aumenta i tassi d’interesse del 20%. “Gli investitori attendono che la situazione sulle sanzioni sia più chiara, anche se i tempi non sono così definiti”, proseguono gli esperti di NN IP, sottolineando che il rischio è quello di non assistere a una guerra-lampo come accaduto nel 2008 in Georgia. “La Russia è in grado di proseguire nel conflitto a lungo, avendo accumulato 240 miliardi di dollari in riserve valutarie e ridotto i suoi squilibri macroeconomici negli ultimi cinque anni”.

 

 

Fonte:www.benzinga.com