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Mercati emergenti, tensioni geopolitiche e stretta monetaria pesano sul credito

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Le tensioni tra la Russia e gli Stati membri della Nato sull’Ucraina sono al centro dell’attenzione, e a prescindere dall’aggravarsi o meno del conflitto nel breve termine, è possibile che i disaccordi tra Russia e NATO sui temi legati alla sicurezza internazionale possano persistere anche nel medio periodo

 

 

Guardando gli effetti sui mercati, oltre alle ricadute sull’energia europea, S&P nota che le condizioni di finanziamento “sono peggiorate per i mercati emergenti, sia a livello interno che internazionale”

Nel Emerging Markets Monthly Highlights dell’agenzia dia rating, gli analisti sottolineano come l’aumento dell’inflazione, così come l’inasprimento delle condizioni finanziarie globali, sta esercitando “pressioni sugli asset dei mercati emergenti”.

“Dopo la pubblicazione sull’occupazione statunitense, S&P si attende sei rialzi da parte della Fed nel 2022, rispetto a una stima di almeno 3 rialzi di un mese fa, e sebbene le condizioni economiche globali “influiranno sui tassi di cambio e sui rendimenti obbligazionari degli EM”, S&P ritiene che le economie emergenti siano “nel complesso più pronte alla prossima stretta della Fed, rispetto al 2015”.

Allo stesso tempo, avvertono, il peggioramento delle condizioni di finanziamento “potrebbe gravare sulle società con rating bassi, a causa di un accesso limitato al mercato e di un aumento del costo del debito, che potrebbe aumentare i default”.

Parlando della variante Omicron, l’effetto sulla mobilità “sembra essere limitato”, e anche se i nuovi casi hanno raggiunto “massimi storici in tutti i mercati emergenti” (fatta eccezione per quelli asiatici), la mobilità ha iniziato a riprendersi dal calo di fine 2021.

 

 

Fonte:www.financialounge.com