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NVIDIA abbandona acquisizione Arm, Softbank pensa alla quotazione

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NVIDIA Corp (NASDAQ:NVDA) ha accantonato i piani per l’acquisizione della società britannica di chip Arm, dopo i molti paletti presentati dalle autorità di regolamentazione di diversi Paesi, in quella che sarebbe potuta diventare la più grande operazione del settore dei semiconduttori

 

L’ultimo lo stop è arrivato lo scorso dicembre dalla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, secondo cui un’operazione del genere avrebbe consentito ad NVIDIA, uno dei più importanti produttori di chip al mondo e molto usato nell’IA, di avere una posizione predominante, quasi monopolista, sulle principali tecnologie in commercio e sui progetti futuri. L’operazione Arm/NVIDIA era già al vaglio delle authority di Cina, Unione Europea e Regno Unito.

I chip della controllata di SoftBank (T:9434), infatti, vengono usati dalle maggiori società di semiconduttori, e alimentano i principali computer e smartphone in circolazione, compresi i device realizzati da Apple (NASDAQ:AAPL) e Android che utilizzano Qualcomm (NASDAQ:QCOM).

L’azienda statunitense aveva presentato un’offerta di $40 miliardi lo scorso 13 settembre, cifra ritenuta inferiore rispetto al valore strategico di Arm da molti osservatori, per creare “la principale azienda informatica dell’era dell’intelligenza artificiale”.

Per via dell’accordo stretto tra NVIDIA e Softbank, il conglomerato giapponese tratterrà una break-up fee di 1,25 miliardi di euro “che verrà registrata come utile nel quarto trimestre”, si legge nella nota diffusa dalla società califiorniana, mentre NVIDIA manterrà la licenza Arm che “ha durata di 20 anni”.

Softbank pensa ad Ipo

L’uscita di scena del gruppo statunitense, apre la possibilità di vedere Arm quotata in Borsa. Almeno questa è l’idea del Ceo di Softbank Masayoshi Son, che ha acquisito il gruppo britannico per $32 miliardi nel 2016.

“Arm sta diventando un centro di innovazione non solo nella rivoluzione dei telefoni cellulari, ma anche nel cloud computing, nell’automotive, nell’Internet delle cose e nel metaverso”, ha affermato l’Ad di SBG. “Coglieremo questa opportunità e inizieremo a prepararci a rendere pubblica Arm e a compiere ulteriori progressi”.

Secondo Reuetrs, la quotazione del gruppo strategico britannico potrebbe valere fino a 80 miliardi di dollari, ed è già stat fissata dal colosso nipponico “entro l’anno fiscale che terminerà il 31 marzo 2023”.

 

 

Fonte:www.proiezionidiborsa.com