Home Dal mondo L’asse Russia-Cina aggiunge tensione a mercati già nervosi

L’asse Russia-Cina aggiunge tensione a mercati già nervosi

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Xi approfitta del confronto tra Putin e Occidente per garantirsi energia illimitata e guadagnare qualche punto nella competizione con gli USA. Il rischio che Biden mostri i muscoli per recuperare credibilità

 

Tra due settimane, il 21 febbraio, l’America festeggia il Presidents’ Day, ma ricorre anche un anniversario molto importante e molto attuale. Cinquant’anni fa il presidente Richard Nixon scongelava le relazioni con la Cina con uno storico viaggio di una settimana tra Pechino, Hangzhou e Shanghai. Erano 25 anni che USA e Cina comunista non si parlavano, perché Washington riconosceva solo Taiwan. Il disgelo si concluse nel 1979 con l’instaurazione di normali relazioni diplomatiche, che durano tutt’ora nonostante gli USA siano schierati con Taipei, dove però non hanno un’ambasciata a differenza di Pechino. Con quel viaggio, definito dallo stesso Nixon come i 7 giorni che hanno cambiato il mondo, l’America in piena Guerra Fredda andò a infilare un cuneo tra i due grandi paesi comunisti che si stavano avvicinando troppo e avrebbero forse potuto unire le forze. Il 1979 coincide con l’invasione sovietica dell’Afghanistan, un’emorragia di risorse umane e soprattutto economiche da cui iniziò il declino dell’URSS finito nel collasso del 1991.

Da allora, non c’è stato presidente americano che nel corso del suo mandato non sia andato in visita ufficiale in Cina, con due sole eccezioni: Jimmy Carter, arrivato dopo Nixon travolto dal Watergate, e Joe Biden, entrambi Dem molto spostati a sinistra. Venerdì scorso, in occasione dell’apertura delle Olimpiadi invernali, è andato in scena a Pechino uno spettacolo simile a quello di 50 anni fa, ma con lo zar Putin al posto di Nixon e Xi nel ruolo di Mao. Nel lungo comunicato congiunto rilasciato per l’occasione, la Cina accusa gli USA di alimentare la protesta a Hong Kong e incoraggiare l’indipendenza a Taiwan, mentre la Russia incolpa gli USA di giocare alla destabilizzazione in Ucraina. Il tutto condito da una retorica secondo cui ‘non ci sono limiti’ allo sviluppo dei legami tra Mosca e Pechino.

 

 

Fonte:www.financialounge.com