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Venti di guerra in Ucraina, spallata del Nasdaq: fattori da seguire sui mercati

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Ecco gli eventi principali da seguire questo martedì 25 gennaio sui mercati finanziari

 

In un lunedì di pazzia, il NASDAQ Composite e lo S&P 500 hanno invertito le pesanti perdite registrate durante il peggior selloff in due anni (con minimi fino a 5%) chiudendo entrambi in positivo.

Un’inversione del genere non si vedeva dal gennaio 2001, scrive Bloomberg, nel bel mezzo crollo delle dot-com. Per l’agenzia, questo tipo di spallate si sono verificate nei tre anni della bolla a cavallo del nuovo millennio, mentre altre sono arrivate nel cuore della crisi del 2008.

“Potrebbe essere una settimana decisiva per i mercati”, scrivono in una nota gli analisti di Oanda, “con la riunione della Fed di mercoledì, le trimestrali delle grandi società tech e le tensioni al confine tra Ucraina e Russia”.

“La Fed deve trovare il giusto equilibrio tra prendere sul serio l’inflazione e non voler causare ulteriori turbolenze inutili nei mercati. Non sarà facile visto che sono previsti quattro aumenti, insieme alla riduzione del bilancio, e alcuni sostengono che non siano nemmeno sufficienti”, aggiungono gli esperti del broker britannico.

Sul fonte orientale le cose non sembrano migliorare. Gli Stati Uniti stanno dispiegando 8.500 forze militari per rafforzare la NATO in Ucraina, mentre Putin continua ad aumentare la propria presenza al confine, offrendo un curiosa dimostrazione di forza militare unita agli sforzi diplomatici.

Secondo il portavoce del Dipartimento della Difesa John Kirby, “è chiaro che i russi non hanno alcuna intenzione di ridurre l’escalation”, quindi ha senso dare al personale militare statunitense “il tempo di prepararsi se la NATO attiva la sue forze lungo il fianco orientale”.

In attesa di Apple Inc (NASDAQ:AAPL) e Tesla Inc (NASDAQ:TSLA), nel pomeriggio arriveranno i conti di American Express (NYSE:AXP), Johnson & Johnson (NYSE:JNJ), Microsoft Corporation (NASDAQ:MSFT) e Verizon Communications (NYSE:VZ).

Nonostante il colpo di reni di Wall Street, segno negativo sui principali indici asiatici: il Nikkei perde l’1,7%, l’Hang Seng l’1,8% e lo Shanghai Composite il 2,6%.

In Europa, i future indicano un FTSE MIB a +260 punti sui 1000 persi lunedì, il DAX a +124 punti, il CAC 40 a +80 punti e il FTSE 100 a +46 punti.

 

 

Fonte:www.euronews.com