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Inflazione, tassi bond e Nasdaq: 5 fattori da seguire sui mercati

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Ecco gli eventi principali da seguire questo mercoledì sui mercati finanziari

 

Il titolo Usa 10 anni ha sfiorato l’1,9% di rendimento durante la notte sulle scommesse degli investitori per diversi aumenti dei tassi d’interesse Fed nel corso del 2022. Solo a gennaio, il benchmark degli Stati Uniti è aumentato in termini di rendimento di 37 punti base, il rialzo mensile più ampio dal novembre 2016, con titolo a titolo a 2 anni direzionato verso l’1,1%.

“I mercati stanno ora scontando pesantemente quattro rialzi dei tassi quest’anno”, scrivono in una nota gli analisti di Onda. “La domanda è se ci stiamo avvicinando al picco della paura per la Fed o se ci sarà altro dolore in arrivo. Jamie Dimon, CEO di JPMorgan (NYSE:JPM), sembra pensarla così, suggerendo alla fine che potrebbero esserci sei o sette aumenti”.

L’effetto statunitense si è fatto sentire anche in Europa, dove il titolo tedesco a 10 anni ha superato lo 0% per la prima volta dal 2019. I rialzi dei tassi obbligazionari sono stati osservati anche sui debiti degli altri Stati membri, con titolo francese 10y allo 0,4% e Btp decennale ai massimi in due anni (+1,4%).

Intanto, l’inflazione nella regione europea sembra ancora lontana dal picco dopo che l’IPC annuale del Regno Unito ha toccato il +5,4% a dicembre, il tasso più elevato dal 1992. Secondo la BoE, i prezzi al consumo potrebbero arrivare al +6% nella prima metà del 2022.

Un aumento dell’intervallo dei fondi federali è ormai scontato per la riunione di marzo. Tuttavia, aumentano le scommesse per un rialzo di 50 punti base (il più ampio in oltre 20 anni), come suggerito pochi giorni fa da Bill Ackman, secondo il quale la banca centrale Usa dovrebbe “spaventare i mercati” per riacquistare credibilità.

“Non solo potremmo assistere al primo aumento dei tassi a marzo – aggiungono da Oanda – ma potrebbe essere di 50 punti base, il più grande aumento degli ultimi 20 anni. Sarebbe uno scenario lontano anni luce da dove i mercati e la Fed erano posizionati solo pochi mesi fa. Se i mercati iniziano a prezzare seriamente uno scenario simile, potremmo vedere molti ribassi per l’azionario”.

 

Fonte:www.euronews.com