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Nel crollo delle criptomonete il Kazakistan c’entra poco

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Bitcoin e le altre criptovalute non stanno attraversando un buon inizio 2022. Appesantito principalmente dal nuovo regime monetario, il market cap totale di Bitcoin si attesta ormai a 774 miliardi di euro, con un dominio totale del mercato del 39,3%, vicino al 33% del gennaio 2018, periodo del ‘grande crollo’ delle monete digitali

 

Con un rafforzamento della pressione ribassista, l’indice Crypto Fear & Greed è sceso fino al livello di 15, con la più grande criptovaluta per capitalizzazione di mercato in bilico al di sopra del supporto di 41.000 euro.

I grafici giornalieri, spiega Orlando Merone, Country Manager di Bitpanda in Italia, mostrano come il Bitcoin sia stato scambiato “all’interno del modello a cuneo discendente, considerato un segno di movimento rialzista a partire dal 21 dicembre. Bitcoin, inoltre, non è riuscito a superare il pattern al ribasso”.

Secondo Merone, tra i macro fattori che hanno contribuito a questo scenario figurano “il tapering della FED e la lotta all’inflazione, risultata più alta del previsto”. Ma le autorità del Kazakistan, che hanno dichiarato lo stato di emergenza a livello nazionale, “hanno chiuso l’accesso a internet costringendo molti minatori di Bitcoin a restare offline”.

“Il Kazakistan, infatti, è il secondo paese al mondo per tasso di hash mining di Bitcoin: durante l’interruzione della rete, l’hash rate è sceso da un massimo di 194 EH/s – raggiunto il 4 gennaio – ad un minimo di 168 EH/s. Anche le altcoin sono scese, seguendo il trend del BTC”, spiega il manager di Bitpanda.

 

 

Fonte:www.proiezionidiborsa.com