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Kazakistan, produzione campo petrolifero Tengiz colpita da proteste

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La produzione di greggio nell’importante campo petrolifero di Tengiz in Kazakistan è stata ridotta dopo che alcuni contractor hanno ostruito le linee ferroviarie in una dimostrazione a sostegno delle proteste in corso nell’intero paese dell’Asia centrale

 

Le proteste nelle regioni occidentali del paese, innescate dall’aumento dei prezzi dei carburanti a Capodanno, si sono rapidamente trasformate in violenti scontri anti-governativi, spingendo la Russia a inviare paracadutisti per contenere le rivolte.

Il Kazakistan è un importante produttore di greggio – con una produzione di circa 1,6 milioni di barili al giorno negli ultimi mesi – che ha raramente visto difficoltà di produzione a causa di proteste o disastri naturali.

“Le operazioni di produzione Tco continuano, tuttavia, ci sono state temporanee modifiche alla produzione per ragioni di logistica”, si legge in un comunicato di Chevron, il maggiore produttore petrolifero estero in Kazakistan con una partecipazione del 50% nella joint venture Tengizchevroil (Tco).

I manifestanti presso il campo petrolifero hanno creato disagi per le attività ferroviarie utilizzate per l’esportazione di greggio, secondo quanto riferito a Reuters da fonti.

Tco produce circa 700.000 barili al giorno. Tra gli altri importanti campi petroliferi in Kazakistan figurano quello onshore di Karachaganak e quello offshore di Kashagan.

Oltre a Chevron, i tre progetti chiave della nazione includono la maggior parte delle major estere tra cui Exxon Mobil (NYSE:XOM), Lukoil, Royal Dutch/Shell, Eni (MI:ENI), Total, Cnpc e Inpex.

 

 

Fonte:www.euronews.com