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Rally di Natale? Troppe incertezze e sorprese negative in agguato

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Omicron, inflazione, Fed, tassi e corsa di Biden alla spesa pubblica incombono su un mercato diviso tra prese di beneficio e acquisti sui ribassi. E anche il fronte geopolitico, dall’Ucraina a Taiwan, potrebbe riscaldarsi

 

 

Sul mercato, sia azionario che obbligazionario, è in atto un vero e proprio tiro alla fune tra due schieramenti: chi approfitta delle turbolenze che si susseguono per comprare sui ribassi cogliendo opportunità, e chi sui rimbalzi successivi vede invece l’occasione di portare a casa il profit, visto che i principali indici di Wall Street segnano ancora rialzi a due cifre da inizio anno. S&P 500 e Nasdaq viaggiano al 20% e qualcosa sopra la partenza del 2021 e il Dow Jones con il Russell 2000 segnano un più che rispettabile aumento di oltre il 12%. C’è anche un terzo partito, che quando le azioni sbandano va a cercare riparo nei T-bond facendo salire i prezzi e scendere i rendimenti, che alla chiusura di venerdì 3 dicembre sulla scadenza a 10 anni sono rientrati in area 1,3%, nonostante il capo della Fed Jay Powell qualche giorno prima avesse cancellato l’aggettivo ‘transitorio’ dall’inflazione. Per chi aveva comprato i Treasury il giorno prima del ponte del Thanksgiving, quando si avvicinavano all’1,7%, un bel capital gain in una decina di giorni.

Sul mercato pesano molte incertezze che rendono quanto meno problematico il tradizionale rally natalizio. Le principali riguardano l’inflazione, la Fed e i tassi di interesse, poi c’è la variante Omicron e le possibili conseguenze sulla ripartenza delle economie, e infine la più sottovalutata ma forse la più importante nel medio periodo: la corsa alla spesa pubblica dell’amministrazione Biden, che di qui alle elezioni di mid-term tra 11 mesi può solo continuare, e che continua a pompare dollari in un’economia che non ne ha più bisogno, con l’effetto di alimentare l’inflazione sul lato della domanda e aumentare le pressioni salariali, invogliando gli americani a non cercare lavoro perché tanto a riempirgli le tasche di dollari ci pensa lo Zio Sam.

 

 

Fonte:www.financialounge.com