Home Economia Nigel contro “il patto”, Mediobanca sale al 17% di Generali

Nigel contro “il patto”, Mediobanca sale al 17% di Generali

43

Mediobanca (MI:MDBI) mostra un andamento positivo in Borsa dopo essersi assicurata, temporaneamente, una quota di oltre il 4% di Generali (MI:GASI), mettendo un freno agli obiettivi di governance di Caltagirone e Del Vecchio, ormai in aperta rottura con il Ceo triestino Philippe Donnet per motivi di strategy

 

Come comunicato dalla stessa Piazzetta Cuccia, è stato sottoscritto “con una primaria controparte di mercato un’operazione di prestito titoli” su 70 milioni di azioni del Leone di Trieste, pari al 4,42% del capitale sociale del gruppo.

L’operazione, su base chiusa, precisa la banca, “avrà durata di circa 8 mesi e comunque almeno fino all’assemblea di Generali chiamata a rinnovare il cda”, e consentirà di detenere, insieme alla partecipazione già posseduta, il 17,22% dei diritti di voto del gruppo assicurativo, confermando la posizione di primo azionista.

La mossa di Alberto Nigel, Ad di Mediobanca, è un tentativo diretto di contrastare il “patto”, cioè quell’accordo di consultazione firmato dal costruttore romano Francesco Caltagirone e il fondatore di Luxottica (MI:LUX) Leonardo del Vecchio che ha permesso ai due investitori di avere un controllo congiunto delle assicurazioni triestine pari al 12,6%.

La scorsa settimana, la maggioranza dei membri del consiglio di Generali ha sostenuto la candidatura di Donnet per un terzo mandato, rimandando tutto al prossimo 27 settembre, quando i due magnati presenteranno, con molte probabilità, una lista alternativa senza il Ceo francese e con un profondo rinnovamento dei consiglieri.

A complicare la corsa per il controllo delle Generali, tuttavia, sono le rispettive partecipazioni dei due imprenditori in Mediobanca. Caltagirone detiene infatti il 3% della banca d’affari milanese, mentre il founder di Luxottica ha un partecipazione del 18,9%, con un secondo fronte che a questo punto potrebbe aprirsi nella capitale milanese.

 

Fonte:www.investing.com