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Tra crescita e inflazione il dollaro potrebbe perdere il suo fascino

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Kevin Thozet: “l’Europa ha invece migliorato il proprio appeal”

 

 

Dopo aver registrato un apprezzamento pluriennale, il dollaro oggi si trova ad affrontare un numero crescente di fattori, come l’aumento sostenuto dell’inflazione, il possibile cambio di politica monetaria da parte della Fed, e gli ampi piani di spesa dell’amministrazione Biden.

In cinque anni, l’Indice del Dollaro ha perso oltre 10 punti passando dai 102 del 2016 ai 92 attuali.

Secondo Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, la flessione del dollaro “potrebbe proseguire e porre fine a diversi anni di apprezzamento, nonostante la fortissima ripresa economica in atto negli Stati Uniti”.

Per Thozet, un aspetto penalizzante è “il volume di spesa pubblica per sostenere l’economia statunitense e il conseguente indebitamento record”, a cui ai aggiunge un budget statunitense sostenuto “principalmente attraverso aumenti delle tasse e delle imposte”. Questo, secondo Thozet, potrebbe mettere a dura prova l’attrattiva dei titoli azionari statunitensi.

Secondo l’economista di Carmignac l’Europa “ha migliorato il proprio appeal grazie al rafforzamento della cooperazione politica”, e le società europee potrebbero continuare “a beneficiare di dinamiche di crescita relativamente più favorevoli”.

Infine Thozet precisa: “il calo del dollaro non è in contrasto con il rischio di rialzo dei tassi”.

 

 

Fonte:www.financial.com