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La Cina alza la voce, ma non può sfidare i mercati

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Xi si sente minacciato dalla nuova linea Biden-Ue

 

 

Nel celebrare i 100 anni del Partito Comunista cinese il presidente Xi Jinping ha rivendicato l’uscita dalla povertà di centinaia di milioni di persone e la costruzione di una società “moderatamente prospera”, avvertendo però il resto del mondo di non provare a “bullizzare” il grande paese.

Il miracolo è stato reso possibile dal mercato globale. Prima il mercato dei beni di consumo, che con le esportazioni ha gonfiato all’inverosimile l’avanzo di Pechino con il resto del mondo. E Poi i mercati finanziari, che hanno contribuito in modo decisivo all’afflusso di capitali alle grandi imprese. Le grandi case d’investimento del mondo sviluppato, soprattutto americane, sbarcano in Cina per offrire prodotti e servizi di gestione del risparmio al popolo sempre più sterminato della nuova classe media.

Il grande sconfitto dell’esplosione economica cinese sembra invece, in una prospettiva storica, soprattutto il Giappone, che si è visto rubare il posto di superpotenza economica asiatica.

Le Borse di Shanghai e Hong Kong hanno accolto i toni aggressivi di Xi con un tonfo del 2%.

Wall Street insieme ad altri grandi nomi della finanza europea, non vedono più la Cina come una grande fabbrica low cost ma come uno sbocco importantissimo per investimenti e raccolta di risparmio.

 

 

Fonte:www.financial.com