Home Economia Valutazione di mercato alle stelle, crollo vicino per l’indice di Buffett

Valutazione di mercato alle stelle, crollo vicino per l’indice di Buffett

86

L’indicatore di mercato di Warren Buffett è salito a un nuovo massimo questa settimana, indicando che l’azionario globale è altamente sopravvalutato, con una forte correzione dei mercati che potrebbe presentarsi nei prossimi mesi

 

 

L’indice globale “Buffett Indicator”, ritenuto uno degli indicatori più importanti per la corretta valutazione del mercato, ha raggiunto il 133%, ben al di sopra delle letture massime durante il boom delle dot-com e prima della crisi finanziaria del 2008, quando aveva raggiunto livelli di poco superiori al 120%.

Secondo l’analista di mercato Holger Zschaepitz, “le azioni globali ora valgono pari al 133% del PIL mondiale, il che significa che l’indicatore Buffett urla ‘Bubble!’. Ma forse questa volta è diverso in un’era con rendimenti reali negativi e imminente crescita esponenziale degli utili nel settore tecnologico”.

Cos’è il Buffet Indicator

L’indice, utilizzato dall’oracolo di Omaha per capire se il mercato è ‘overvalued’ o meno,  misura il valore totale di tutte le azioni diviso per il prodotto interno lordo evidenziando il rapporto tra capitalizzazione di mercato e PIL. Il tutto viene espresso in percentuale sul prodotto interno lordo. L’indice può essere globale, e quindi in rapporto al PIL mondiale, oppure può esprimere il valore borsistico di un determinato Paese in rapporto con il suo PIL.

Se l’indice supera il 100% significa che il mercato che si è preso in considerazione è sopravvalutato, mentre più la misura si avvicina al 50% più l’azionario è sottovalutato. Nel 2001, Buffett ha parlato dell’indice a Fortune come la “migliore misura per capire dove si trovano le valutazioni in un dato momento”, ma per diversi analisti l’indicatore presenta alcuni difetti.

Per esempio, utilizzando il PIL come misura non si conta il reddito estero delle società, e molte compagnie quotate negli Stati Uniti non contribuiscono all’economia statunitense in quanto vengono registrate altrove.

 

Fonte:www.investing.com