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Plastica monouso: cosa non si potrà più usare dal 3 luglio

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La direttiva Ue limiterà il consumo della plastica monouso. Per alcuni prodotti esistono già alternative in commercio, per altri no

 

Il conto alla rovescia è finito. Dal 3 luglio prossimo entrerà in vigore la direttiva Ue antiplastica Sup (Single use plastic) che impone precise restrizioni sull’utilizzo di vari prodotti monouso di plastica.

L’obiettivo del provvedimento è ridurre progressivamente il consumo del materiale per tutelare l’ambiente. A scapito, però, di chi si occupa di produrlo e metterlo in commercio: nei giorni scorsi Confindustria ha lanciato l’allarme per un comparto che in Italia vede attivi 50mila lavoratori e che, probabilmente, sarà solo il primo settore industriale a risentire delle trasformazioni prodotte dalla cosiddetta “transizione verde”.

Entrando nel merito della direttiva Ue, viene fatta una distinzione tra gli oggetti il cui uso sarà sottoposto a limitazioni. Per quelli che da luglio verranno effettivamente banditi esistono già alternative in commercio: si tratta di posate, piatti, cannucce, bastoncini cotonati, contenitori e bicchieri in polistirene. Vi sono poi prodotti che non hanno ancora omologhi “plastic free”: tazze, bicchieri, contenitori per il cibo, bicchieri di carta rivestiti di plastica. In questo caso la direttiva Ue non parla di una messa al bando immediata o definitiva. In una terza categoria rientrano quei prodotti per i quali la direttiva impone precisi requisiti tecnici, di etichettatura e di responsabilità, anche in merito alla raccolta differenziata, ma che non spariranno dal commercio.

Il provvedimento dell’Ue verrà sottoposto a revisione nel 2027 sulla base dei risultati fino ad allora raggiunti nella riduzione della plastica monouso. Nel documento non sono state apportate modifiche circa il trattamento dei prodotti di carta rivestiti di plastica, che già nel 2019 – quando la direttiva fu approvata – erano considerati a tutti gli effetti oggetti di plastica.

 

Fonte:www.investing.com